Chirurgia Refrattiva

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La Chirurgia Refrattiva si prefigge di migliorare la qualità della vita del paziente liberandolo dalla necessità di portare occhiali o lenti a contatto per poter apprezzare il mondo esterno. Il Laser ad Eccimeri è presente in Italia da molti anni ed ha contribuito a migliorare la qualità della vita di milioni di persone negli ultimi 20 anni. Con il Laser ad Eccimeri è possibile correggere la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo. Per tutte le procedure di chirurgia refrattiva si devono possedere i requisiti fisici, di salute e di età. Bisogna pertanto avere almeno 18 anni di età ed avere:

  • Occhi in buona salute
  • Una prescrizione di occhiali stabile da almeno un anno
  • Vista entro un range correggibile per ogni determinata procedura

La maggioranza delle procedure non possono essere effettuate se il paziente:

  • è affetto da malattie autoimmuni
  • è in gravidanza o allattamento
  • è affetto da malattie oculari o ha avuto traumi oculari
  • Assume farmaci che possono interferire con il processo di guarigione o, più in generale, con la vista

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Per potersi sottoporre a chirurgia refrattiva è ovviamente necessario effettuare una visita oculistica in cui si valuteranno numerosi esami quali la topografia corneale, l’aberrometria, la pupillometria, la pachimetria e l’analisi della refrazione.

Bisogna inoltre considerare che le tecniche di chirurgia refrattiva non fermano i naturali cambi che avvengono con l’invecchiamento dell’occhio. Anche dopo la chirurgia refrattiva, è probabile che arriverà poi il momento in cui ci sarà bisogno di lenti correttive. La chirurgia refrattiva modifica solo la parte anteriore dell’occhio, mentre la restante parte continua a cambiare naturalmente con l’invecchiamento.
Un buon esempio di ciò è la presbiopia che fa perdere la capacità di mettere a fuoco da vicino alla maggioranza delle persone intorno ai 40 anni. Coloro i quali si sottopongono a chirurgia refrattiva svilupperanno comunque la presbiopia e quindi avranno bisogno di lenti correttive per alcune attività come la lettura.
Oltre a spiegare la tecnica chirurgica, l’oculista dovrebbe anche provvedere ad un’adeguata informazione circa i possibili rischi e gli effetti indesiderati della procedura. Effetti collaterali tipici della chirurgia refrattiva possono essere:

  • Aberrazioni visive – In alcuni casi, i pazienti riportano la visione di aloni o scie luminose attorno alle luci di notte.
  • Occhio secco – I sintomi dell’occhio secco sono comuni per molti pazienti dopo la chirurgia e vengono solitamente alleviati con l’uso di lacrime artificiali. La condizione generalmente svanisce dopo alcune settimane o mesi dall’intervento chirurgico. In alcuni casi, l’occhio secco è un problema persistente, specie in pazienti che avevano problemi di occhio secco già prima dell’intervento.
  • Disconfort o irritazione – Alcuni pazienti lamentano fastidi (bruciore, senso di corpo estraneo) durante l’intervento chirurgico, e irritazione oculare dopo la chirurgia.
  • Sensibilità alla luce – Alcuni pazienti riferiscono di essere più sensibili alla luce per alcuni giorni dopo l’intervento chirurgico
  • Tempo per la stabilizzazione della visione – Con alcune procedure, la migliore visione viene acquisita immediatamente dopo la chirurgia. Con altre tecniche, il risultato si può acquisire dopo alcune settimane o mesi.
  • Ipo- o ipercorrezione – Lo scopo della chirurgia è acquisire il risultato visivo desiderato con una sola procedura chirurgica, ma talvolta può realizzarsi una sotto-correzione o una sovra-correzione. In molti casi di sotto- o sovra-correzione, viene effettuato un trattamento chirurgico addizionale, comunemente chiamato ritocco, dopo che il primo intervento si è stabilizzato, per ottenere un miglior risultato.

Effetti collaterali meno comuni sono:

  • Complicazioni del “flap” (o lembo corneale) – Le complicazioni del flap sono possibili con la tecnica LASIK. Quando il flap viene riposizionato sull’occhio dopo che si è eseguito il trattamento con il laser ad eccimeri, è fondamentale che il flap sia liscio e pulito. Difficoltà nella creazione o nel riposizionamento del flap possono portare ad un calo della acutezza visiva massima.
  • Infezione o infiammazione – Seppur rara, ogni infezione o grave infiammazione dell’occhio può causare problemi dopo la chirurgia. L’infiammazione o l’infezione può essere curata con colliri antibiotici o con compresse da assumere per via orale.
  • Cicatrizzazione corneale – La cicatrizzazione corneale è un’altra complicanza rara della chirurgia refrattiva, più spesso associata alla PRK.

31Le tecniche di chirurgia refrattiva hanno aiutato milioni di persone a diventare meno dipendenti da occhiali o lenti a contatto. Un’ampia parte del successo di ogni tecnica dipende dalla comprensione della procedura da parte del paziente e dalle sue aspettative.Il paziente ha il dovere di soppesare i rischi e gli effetti collaterali rispetto ai benefici dell’intervento indicato nel proprio caso tenendo conto di quanto correttamente informato dall’oculista.

Il laser ad eccimeri è un laser computerizzato che produce una radiazione ultravioletta coerente e pulsata della durata di qualche milionesimo di secondo. Il laser ha un effetto termico molto limitato, il che permette un’ elevatissima precisione d’azione. Ogni occhio presenta caratteristiche peculiari che lo rendono unico. Proprio per questo motivo ogni trattamento deve essere personalizzato e programmato per correggere in modo specifico le anomalie refrattive di ciascun paziente.Le metodiche per la correzione dei difetti refrattivi ad oggi più utilizzate per gli ottimi risultati ottenuti sono la PRK (Fotocheratectomia refrattiva) e la Femto-Lasik (Cheratomileusi in Situ Mediante Laser ad Eccimeri) con creazione del Flap mediante Laser a Femtosecondi

Femto-Lasik

 

Fra le novità più entusiasmanti, vi è oggi il laser a femtosecondi che, nella cura di miopia, ipermetropia ed astigmatismo, presenta i seguenti vantaggi:

  • Recupero rapidissimo: il giorno successivo all’intervento, la gran parte dei pazienti operati è in grado di vedere 10/10
  • Assenza di dolore post-operatorio: dopo poche ore di disagio, si è già in grado di riprendere le proprie normali attività! Con la precedente tecnica di PRK, tuttora valida, si pativa frequentemente dolore o bruciore per diversi giorni dopo l’intervento.
  • Una precisione ed una sicurezza mai viste in precedenza: con la LASIK tradizionale, veniva effettuato un taglio con una lama da bisturi, nel quale il chirurgo non aveva il controllo della situazione. Con il laser al femtosecondo, invece, il taglio viene fatto con il laser, con una precisione al millesimo di millimetro, a tutto vantaggio della sicurezza.

30La Femto-Lasik prevede l’utilizzo di 2 laser in rapida successione per il trattamento dei difetti refrattivi: il Laser a Femtosecondi ed il Laser ad Eccimeri. Il Laser a Femtosecondi è una nuova tecnologia utilizzata nel campo dei trapianti di cornea lamellari e della chirurgia refrattiva. Questo modernissimo laser si comporta come un bisturi estremamente preciso. Si tratta di un laser che consente, vaporizzando i tessuti corneali, di tagliare lamelle di tessuto corneale della forma, del diametro e dello spessore desiderati. Il tutto a profondità predeterminate programmabili dal sofisticato software gestionale dell’apparecchio ed eliminando l’uso del bisturi e delle lame metalliche.

Si ottengono lembi corneali secondo tagli verticali, orizzontali, obliqui o misti con precisione (approssimazione inferiore ai 3 micron), con il vantaggio di un’estrema sicurezza ed accuratezza dell’intervento e con la creazione di un lembo corneale perfetto ed omogeneo in tutte le sue parti, determinando così un più rapido recupero visivo.
Il laser emette energia che attraversa senza ledere il tessuto corneale per poi impattare all’interno della cornea alla profondità voluta, liberando energia. La formazione di microbolle d’acqua e gas permette di separare le lamelle corneali creando così un vero e proprio piano di taglio che viene sfruttato sia nei trapianti di cornea sia nella creazione del “flap” per gli interventi di chirurgia refrattiva. Successivamente inizierà il trattamento laser vero e proprio che utilizza il laser ad eccimeri. Al termine il flap verrà nuovamente riposizionato sulla superficie trattata e vi aderirà perfettamente.

PRK (Cheratectomia Fotorefrattiva)

La PRK consiste nel modellamento della superficie corneale con laser ad eccimeri dopo averne asportato lo strato più superficiale (epitelio).
La PRK riduce miopie di grado lieve, medio ed elevato, ipermetropie di grado lieve o moderato e l’astigmatismo. Nella PRK, l’epitelio, lo strato di cellule che riveste la cornea, viene rimosso ed il laser ad eccimeri “modella” la cornea per correggere l’errore refrattivo. Una lente a contatto protettiva viene generalmente posta sull’occhio al termine dell’intervento, per accelerare il processo di guarigione dell’epitelio, che generalmente impiega tre o quattro giorni.
Siccome la PRK agisce sulla superficie esterna della cornea, i pazienti provano alcuni fastidi dopo l’intervento ed il tempo di recupero visivo dura diverse settimane.
L’intervento di chirurgia refrattiva è di tipo ambulatoriale. Il paziente viene preparato solo instillando negli occhi gocce anestetiche, dura circa dieci minuti ad occhio ed è indolore. Dopo la chirurgia il paziente può ritornare subito a casa. Il decorso post operatorio varia in base al tipo di trattamento effettuato. I tempi di recupero sono variabili da individuo ad individuo. Nel periodo post-operatorio, il paziente sarà invitato ad effettuare una terapia domiciliare con colliri antibiotici, antiinfiammatori e lacrime artificiali. La sensazione di secchezza e di corpo estraneo riscontrata nell’immediato post-operatorio è del tutto normale e dovuta al trattamento chirurgico. Nel decorso post-operatorio il paziente dovrà ovviamente effettuare dei controlli per accertarsi del regolare recupero post-operatorio.