Cross Linking Cornea

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Cross Linking corneale e Cheratocono

 

Il cheratocono, malattia degenerativa non infiammatoria della cornea, colpisce generalmente soggetti giovani in pubertà e sino ai 20 anni di età; si presenta con un graduale e progressivo sfiancamento della cornea che induce un astigmatismo irregolare. E’ una patologia estremamente invalidante per il paziente e nei casi piu’ aggressivi porta ad un notevole peggioramento della visione. Solitamente il primo occhio ad essere colpito subisce una evoluzione più veloce, registrando un difetto visivo maggiore, l’occhio controlaterale può progredire più lentamente. La riduzione del visus è determinata dalla deformazione della superficie corneale che provoca anomalie nella refrazione. Tuttavia è possibile migliorare il visus con l’impiego di speciali lenti a contatto che sono in grado di compensare in parte questo sfiancamento corneale.

Attualmente la terapia del cheratocono si avvale dell’utilizzo di numerose strategie parachirurgiche e chirurgiche, finalizzate ad arrestare l’evoluzione della patologia oppure a curare stadi di progressione troppo evoluti. Tra questi è importante citare il Cross-Linking Corneale, l’impianto di anelli intrastromali, il trapianto di cornea.

Il Cross-Linking Corneale è una tecnica che ha l’obiettivo di rallentare e, in qualche caso , arrestare la progressione del cheratocono, evitando il peggioramento della qualità della visione, non è una metodica refrattiva ovvero con l’obiettivo di correggere i difetti della vista, anche se alcuni pazienti manifestano, a distanza di pochi mesi, una vista migliore . Questo è un evento che si verifica spesso anche se non in tutti i casi. Il Cross-Linking Corneale è una tecnica parachirurgica abbastanza recente ed innovativa che combina l’impiego di sostanze quali la riboflavina (RICROLIN® TE) ed i raggi ultravioletti emessi da una speciale sorgente luminosa per creare una reazione chimica all’interno dello stroma (lo scheletro della cornea). La reazione chimica porta alla formazione di legami tra le fibre di collagene (la proteina che costituisce oltre il 70% dello stroma corneale) che nel paziente con cheratocono sono diminuiti. Questo processo di Cross-Linking tra le fibre di collagene consente di aumentare la resistenza meccanica della cornea con conseguente riduzione della sfiancamento della stessa.
 
28La metodica di esecuzione del Cross-Linking corneale è una procedura mini invasiva e non traumatica. Il giorno del trattamento viene instillato un collirio per restringere temporaneamente la pupilla. L’occhio e la cute palpebrale vengono puliti con soluzione antisettica, viene instillato un collirio anestetico per ridurre qualsiasi eventuale situazione di fastidio. Si applica un blefarostato, strumento per mantenere aperto l’occhio e dopo una prima fase in cui la cornea deve assorbire la riboflavina somministrata ripetutamente dall’oculista (fase della durata di circa 30 min), si effettua il trattamento con raggi ultravioletti a bassa intensità (questi raggi non sono dannosi per l’occhio). Anche questa fase ha la durata di 30 minuti, suddivisa in sei intervalli da 5 minuti ognuno. Il tempo complessivo dell’intervento è pertanto di circa 1 ora. Al termine viene effettuato un lavaggio dell’occhio con soluzione salina ed una medicazione con colliri specifici. Secondo il parere dell’oculista è possibile posizionare una lente a contatto protettiva che verrà rimossa pochi giorni dopo il trattamento. Il trattamento non è doloroso e viene ben tollerato. Il decorso post-operatorio non determina particolari disturbi. Talvolta potrebbe presentarsi una lieve sensazione di corpo estraneo ed una modesta iperemia congiuntivale. Tutto ciò generalmente si risolve nel giro di poche ore. Cross Linking corneale e  cheratocono2 L’oculista prescriverà una terapia a base di colliri che verranno somministrati più volte nell’arco della giornata per un certo periodo di tempo. La qualità della visione che si avrà dopo l’intervento sarà la stessa che si aveva prima dell’intervento chirurgico, senza particolari fenomeni di offuscamento. Questo contribuisce ad una rapida ripresa della propria vita sociale e lavorativa.
Sarà poi opportuno effettuare delle visite di controllo per valutare il corretto andamento della fase post-operatoria.